A Milano se sei stilista passi per gay. Se cerchi una casa dove depositare le scartoffie per trasformarle in meraviglie, puoi pure accettare di pagare miliardi pur di respirare la creatività. Ma c’è spazio solo nel sottoscala. Sei gay, chissà cosa farai nel mio appartamento, perversioni baccanali, incontri sconci e maledetti, orge funeste che ledono ma convincono tutti. Se siamo arrivati a dover definire l’ennesima prevaricazione trasformata in sillogismo e mascherata da banale ma irridente discriminazione.
