Tanto Steve McQueen è morto, viva Belstaff

Ridere o piangere? Belstaff ha prodotto la linea celebrativa Steve McQueen senza averne i diritti. Gli eredi dell’icona sixties adesso fanno causa al proprietario della griffe, Malenotti. Che intanto si spupazza la conturbante Lola Ponce, ma da adesso è meglio che si impegni a corteggiare uno stuolo di avvocati.


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Non si sa se è più facile piangere per la deliberata sfrontatezza o sorridere per un’indispettita ripicca. Gli eredi di Steve McQueen hanno fatto causa al marchio Belstaff, che strafottendosene delle autorizzazioni, s’è messo a produrre una linea celebrativa chiamata Steve McQueen Celebration. Cosa ci sarebbe d’altronde di male nel fare un po’ di pubblicità ad una delle più applaudite icone sixties? Apparentemente nulla. Peccato che gli eredi dell’attore americano, scartabellando tra le solite pratiche a cui chiunque, in attesa di maneggiare patrimoni altrui arrivati per gentile concessione, dà un minimo d’occhiata, magari non avranno trovato i compensi derivanti da questo sfruttamento dei diritti d’immagine. Dicono da Belstaff che in verità non c’è stato alcun accordo compiuto, perchè le trattative per il progetto si erano arenate dopo un primo contatto con la parentela del mitico Steve. Così il buon Malenotti (proprietario della società), che forse ora starà pensando a qualcos’altro di più importante come una certa Lola Ponce, nell’agosto del 2007 ha comunque deciso di lustrare i macchinari e dare vita lo stesso alla linea personalizzata, senza sbandierare le necessarie autorizzazioni. Diciamo che ha voluto garantirsi l’applauso finale a dispetto della regolarità. Però gli eredi non hanno apprezzato affatto il tradimento, finendo per accusare Belstaff dell’uso non autorizzato di nome, immagine e firma. Possibile che ci sia stata una tale tragica disattenzione? Perchè l’evento, oltre ad essere disoronevole in sé, oscura l’immagine della griffe con un comportamento che dovrebbe stare lontano anni luce dalle comuni procedure di apparentamento con vip o personaggi celebri. Diego Della Valle ha scelto di puntare su Jack Kerouac per intonare la nuova collezione di Hogan, riuscendosi senza che sono emersi alla stampa clamorosi grattacapi.

Gli eredi, però, si spingono oltre. Non accettano questo sfruttamento gratuito, ma neppure questa pubblicità gratuita del loro parente. Il motivo è semplice, come si legge dalla nota diffusa alle agenzie: il rischio dello sgambetto Belstaff è di vedersi sminuire il valore del marchio McQueen. Si parla di marchio, amici. Quindi di soldini. Malenotti si spupazza la Lola: che cominci invece a corteggiare gli avvocati.

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