C’è per caso della provocazione negli scatti destinati alla rinascita (dall’oblio) di Tom Ford? Lo stilista americano torna a cavalcare la trasgressione nei suoi contorni più grezzi ed infimi, a costo di rovistare nell’indecenza pur di fare notizia. E fa davvero specie che un talentuoso come l’ex comandante Gucci si sia ridotto ad accendere la miccia dell’impurità pur di promuovere la sua nuova linea maschile. E’ stato fermo un anno, è ripartito coadiuvato dall’altro transfuga Gucci, il braccio destro Domenico De Sole, che gli ha portato nelle mani le sartorie di Ermenegildo Zegna. Prima gli occhiali, ora il menswear. Ed è un putiferio di scatti insolenti e ovviamente incomprensibili.
Si potrà dire volgari? Oppure ci sarà qualcosa di più profondo che ci spinge alla repulsione, tipo che chissà, magari Tom Ford improvvisamente s’è messo ad odiare le donne? Femmine ovunque rigorosamente nude, uomini ben posati e cuciti di tutto piglio che si lasciano volentieri strizzare i gioielli mentre un gioioso drink annebbia le coscienze. C’è del disgusto in questi scatti che vogliono provocare ma forse semplicemente inorridire? Che cosa ci fanno capire di Tom Ford, della sua nuova linea, del suo incomprensibile stilismo aggressivo che affascina ed inquieta? C’è della carne umana in bella mostra, vestita o clamorosamente nuda, o avvezza a gorgoglii dequalificanti, che non merita certo di essere approfondita oltremodo.























E ORA?